''LA PIOGGIA DI NAZER'' di Fausto Nazer

Fausto Nazer è nato a Venasca di Cuneo nel 1966. Attratto da sempre dal disegno e dalla pittura, lavora in questo ambito come autodidatta. Risale al 1994 la sua prima esposizione, alla quale ne sono seguite innumerevoli altre, in Italia e all'estero. Egli ha ottenuto premi e riconoscimenti.
Diventato famoso come ''pittore della pioggia'', ha scelto di ritrarre questo elemento naturale perché da sempre se ne è sentito attratto. Nato come paesaggista di gusto macchiaiolo, Nazer ama il realismo, anzi una forma particolare d'arte da lui definita ''nuovo-realismo''. Perché è cambiato il contesto, sono cambiate le prospettive e il colore per quest'artista è diventato più che mai potenza di espressione, ma è un colore 'sui generis', acceso dalle luci della notte, dagli specchi della pioggia caduta sulla terra, sulle persone, sugli ombrelli. Nazer è un figurativo moderno che, nella modernità, vuole ritrovare il classico. Adora l'olio su tela, ma su tela ha sperimentato anche l'acrilico. Ha dipinto con il caffè e con la china e ha financo creato sculture di ghiaccio, di notevolissime dimensioni. Il ghiaccio, l'acqua, nuovamente la pioggia...
Il raffigurare la pioggia da parte di Fausto Nazer vuole essere segno di intima serenità e si pone come tentativo di coinvolgere il riguardante nel vivere la stessa intimità. La città inumidita o bagnata dalla pioggia assume un aspetto magico... gli oggetti mutano prospettiva e le creature umane vengono assorbite entro l'atmosfera d'incanto che si viene a creare.
È una vita parallela quella vissuta dalle creature di Nazer le quali sotto la pioggia, per scelta o per necessità, si vengono a trovare. Ci sono gli affetti nascosti sotto l'ombrello... i fidanzati che si baciano, gli sposi che si sostengono a vicenda... è la condivisione di un momento di grande serenità avendo come complice proprio la pioggia che crea un contesto di benessere psicologico.
Ma la pioggia è anche altro... è anche invasione dall'alto, è anche pericolo avvolgente e sconvolgente. In alcuni dipinti di Nazer l'ombrello è il riparo sicuro, nel grigiore della metropoli o del paesello... è lo scudo magico che nella forma curva fa rimbalzare l'urto del maligno, allontanandolo per sempre.
Da ultimo, nelle opere di quest'artista, c'è l'ombrello capovolto... nella mostra cerrionese si trova nel quadro che raffigura un soldato il quale non vuole combattere, preferendo giocare con un gattino il quale è solo, come lui. L'ombrello è rovesciato perché non protegge, perché uomo e animale, nell'infuriare della guerra, sono allo scoperto, sono in pericolo. Il pensiero corre, ahimè, ai terribili conflitti attualmente in corso. Nazer non si schiera. Volutamente il soldato non ha segni di riconoscimento perché vuole rappresentare tutti i soldati del mondo e nel tempo... soldati che hanno combattuto e che ancora combattono, ma che hanno voglia di pace, sempre e comunque.
Se anche l'Arte può contribuire affinché si smuovano le coscienze e abbia a trionfare finalmente il bene, l'augurio è quello che la carriera di Nazer prosegua con l'entusiasmo che sempre l'ha contraddistinta e che, in parallelo, non abbiano mai a mancare gli 'ombrelli' buoni, quelli che, tenuti nel giusto verso, proteggono dal male.
C.G.
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