''ANTINOMIE'' di Alberto Ribe'

 

 

Alberto Ribe' vive a Torino. Sin da giovane è appassionato del mondo della Street Art, ma ama tutte le manifestazioni d'arte. Allievo della Libera Accademia d'Arte ''Novalia'', ha collaborato negli anni con studi grafici e pubblicitari tra cui quelli di Armando Testa e di Lorenzo Marini. Ha lavorato per le case editrici Rizzoli, Giunti, San Paolo, Loescher, nonché per l'UNICEF.

Ha partecipato a molti concorsi nazionali e internazionali e ha meritato riconoscimenti e premi.

Ribe', artista eclettico, passa con disinvoltura dalle tecniche tradizionali a quelle digitali. Per quanto riguarda le tecniche tradizionali adora l'acquarello e proprio in acquarello sono state create le opere qui in mostra.

L'esposizione è stata promossa dal Centro Culturale ''Conti Avogadro di Cerrione'' nel periodo che precede le celebrazioni natalizie, celebrazioni di cui la Vergine è il fulcro. Maria, come ''Mater Dei'', madre di Dio, ma allo stesso tempo madre dell'umanità. La Madonna... una donna. E la parola donna, ieri come oggi, assume un valore particolare.

La donna, ancora sottomessa all'uomo in molte parti del mondo, nei cosiddetti paesi civilizzati ha raggiunto una concreta emancipazione in ambito legislativo, ma anche qui sta patendo ancora moltissimo per essere accettata, per potersi dire davvero uguale all'uomo. Tutti assistiamo, basiti, a quotidiani atti di femminicidio. La donna è, perciò, ancora elemento fragile, da proteggere.

Proprio per valorizzare l'essenza femminile si sono scelte per questa esposizione artistica le opere di Alberto Ribe' che raffigurano volti femminili; sono opere che, realizzate nel corrente anno 2022 e mai prima esposte, aggiungono all'evento il valore dell'inedito. In alcuni di questi lavori il volto femminino, aggraziato, delicato, puro nella propria linea, viene colpito da colate sadiche di materia pittorica. Parecchie delle opere esposte sono costituite da quattro dipinti uniti con cerotti. Il riferimento, forte, è alle ferite che troppo spesso le donne si ritrovano addosso, ferite fisiche e morali, che vanno suturate, affinché (forse) guariscano. È il male che ancora oggi troppo incrudelisce. 

Ne escono ANTINOMIE, ossia atroci ed inspiegabili contraddizioni tra la bellezza e la violenza che quella bellezza colpisce. Non si tratta meramente di avvenenza fisica, è la venustà psicologica, la venustà dell'anima che viene ad essere ferita. Dobbiamo lavorare sull'educazione delle nuove generazioni perché comprendano che certi comportamenti sono intollerabili, che disprezzare la femminilità è un peccato grave. Il tutto nell'auspicio che questo male abbia finalmente a finire...

Una considerazione: il dipinto che è diventato logo della mostra è una sorta di  ''work in progress''. Compare in una prima versione come collage di quattro volti, ma poi l'opera è stata modificata... un quinto volto è stato aggiunto... è il dolore di un'altra donna... Da qui una domanda che vuole essere una provocazione: prima che la mostra finisca quanti volti ancora si dovranno aggiungere?

C.G.

 

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Video Ufficiale

Intervista per conto di UNI.VO.C.A.