"Marcello Barli e la sua Liguria. Da Muzio a Cerrione''
di Marcello Barli

Figlio di Giovanni e di Paola Savona, Marcello Barli nacque il 31 luglio 1908 ad Ormea. Trascorse la sua infanzia nella casa di campagna che la sua famiglia possedeva a Muzio, frazione di Pieve di Teco, nella Valle Arroscia, realtà ubicata su un percorso di comunicazione importante tra Piemonte e Liguria.
Iniziati gli studi liceali ad Oneglia, preferì dedicarsi all'Arte e frequentò l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Di carattere alquanto riservato, nel 1927 espose alla Sindacale Regionale di Genova con successo di critica. Nel 1935 partecipò alla Quadriennale Romana e nel 1936, unico imperiese, fu alla Biennale di Venezia. Nel 1937 creò per Pieve di Teco, ove ebbe dimora nell'imponente palazzo di famiglia, un dipinto intitolato "Ponte della Paperera" dal nome in dialetto dell'antica fabbrica di carta esistente tra Muzio e Pieve. Quest'opera venne poi donata al Museo dei Granatieri di Roma.
Sulle orme del movimento "Novecento" che intese rivivere la tradizione classica in chiave meditativa, egli produsse opere notevoli. Allievo di Emanuele Rambaldi, di cui si propone qui un'opera a testimonianza dell'alunnato, Barli fu colui che idealmente ne continuò l'insegnamento.
Sposatosi con Elisa Accame il 28 aprile 1937, si trasferì a Genova. Dopo la tragedia della guerra (egli militò come partigiano), tornò ad esporre e con particolare frequenza proprio in questa città. Sono suoi due mosaici nel cimitero di Staglieno.
Barli morì il 26 luglio 1983 mentre ancora stava lavorando.
Le opere qui esposte giungono direttamente dalla sopracitata casa di Muzio. Si tratta per la maggior parte di dipinti che, ad olio su tavola, raccontano la sapida natura ligure dell'entroterra, ma non mancano spiagge e scorci di cantieri di marina. È la realtà del quotidiano che l'artista visse nella gioventù e sempre vagheggiò nel tempo a seguire.
Si può dire che l'animo pensoso di Barli è caratterizzato dalla malinconia, filo conduttore della quale sono evidentemente i ricordi. Ed il ricordo è delle cose, ma anche delle persone. Si mostrano qui due significativi ritratti, uno della moglie Elisa e l'altro della sorella Adriana. Notevole l'autoritratto.
L'olio, ma anche il carboncino, il collage, la tecnica mista, l'incisione... tale artista sperimentò durante la sua carriera diversi mezzi espressivi, con tutti cercando di comunicare il suo credo, per una didattica corale.
C.G.
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